CES 2026: il momento di scegliere tra subire l'IA e architettare il proprio ecosistema.

Al CES di Las Vegas, un cambiamento strategico si sta compiendo: l'IA non si sovrappone più alle piattaforme, si fonde con esse. Per le imprese europee, è il momento di scegliere tra restare utilizzatore di tecnologie o diventare architetto del proprio mercato.

Pubblicato il 2026-01-27 da Nathalie Lamborghini Dumas.

La confusione che costa cara

Nei corridoi del CES 2026, tutti parlano di "piattaforma IA", "cloud platform", "ecosystem strategy"... spesso nella stessa frase, raramente con la stessa definizione. Questa confusione non è banale: porta le aziende a investire massicciamente in tecnologie senza mai interrogare il proprio posizionamento strategico.

Chiariamo. Una piattaforma tecnologica è un'infrastruttura: cloud, API, strumenti IA, ambiente di sviluppo. Un modello di piattaforma (o business di piattaforma) è un modo di organizzare interazioni tra più gruppi di attori (clienti, fornitori, partner) per creare effetti di rete.

Si può perfettamente utilizzare una piattaforma tecnologica senza essere un business di piattaforma. Si può anche orchestrare un ecosistema combinando diversi mattoni tecnologici di fornitori differenti. La tecnologia è solo un mezzo; il design ecosistemico è la vera decisione strategica.

L'IA trasforma le piattaforme in sistemi nervosi

Il CES 2026 offre una metafora illuminante, a patto di completarla. La piattaforma tecnologica è il corpo (infrastruttura, API, connettività). L'IA ne diventa il cervello (interpreta, apprende, decide). Ma manca l'essenziale: il DNA : ovvero il modello di business della piattaforma, che codifica le regole del gioco: quali attori si connettono, come interagiscono, come il valore viene creato e distribuito.

Senza DNA chiaro, un corpo dotato di cervello è un organismo senza identità. È esattamente ciò che si osserva in molte aziende che accumulano cloud e IA senza aver definito il proprio ruolo nell'ecosistema.

I veicoli "software-defined" illustrano perfettamente questo accoppiamento. La piattaforma veicolare riunisce calcolo embedded, connettività e interfacce verso servizi terzi. Le IA di percezione, manutenzione predittiva e personalizzazione "pensano" con questi dati per orchestrare il valore : per il conducente, il costruttore e l'intero ecosistema di partner.

Ciò che cambia fondamentalmente: chi controlla i modelli di IA, i dati e le interfacce occupa di fatto una posizione di orchestratore, anche se la sua piattaforma sembra "solo" un servizio tecnico.

Da piattaforme transazionali a piattaforme decisionali

I primi modelli di piattaforma (marketplace, app store, hub B2B) erano transazionali: mettevano in relazione offerta e domanda e fatturavano nel passaggio. Al CES 2026 emerge una nuova generazione di piattaforme decisionali.

Tre cambiamenti maggiori si delineano:

La questione strategica cambia radicalmente: non si tratta più di "quale tecnologia adottare?", ma di "dove vengono prese le decisioni che strutturano il nostro mercato : e su quali dati si basano?"

Utilizzatore o architetto: la scelta che si impone ora

Di fronte a questa intreccio IA-piattaforme, due posture si delineano per le imprese:

La mia convinzione è chiara: le PMI e ETI europee possiedono asset sottoutilizzati che possono alimentare gli strati "intelligenza" e "infrastruttura" delle future piattaforme settoriali. Dati di business, capacità industriali, relazioni di fiducia tessute nel corso di decenni : altrettanti vantaggi che i giganti globali non possono replicare.

Quattro domande per uscire dalla confusione

Per articolare piattaforma e IA senza perdersi, propongo un quadro in quattro domande. - Piattaforma tecnologica: quali mattoni infrastrutturali sono strategici per i nostri asset, e quali possono restare commodity presso terzi? - Modello di piattaforma: dove abbiamo la legittimità per orchestrare interazioni tra più gruppi di attori, piuttosto che restare in un modello lineare? - Ecosistema: quali partner vogliamo attrarre, su quale perimetro, e attorno a quali casi d'uso concreti? - Intelligenza artificiale: quali decisioni possiamo affidare a modelli e agenti, e quali vogliamo mantenere sotto controllo diretto?

La sfida non è tecnologica, è imprenditoriale

Il CES 2026 mostra che la creazione di valore si sposta verso gli attori capaci di rispondere a queste domande in coerenza. La sfida non è scegliere tra piattaforma o IA, ma decidere come combinarle per occupare un posto durevole negli ecosistemi che stanno già ridisegnando i mercati.

Le imprese europee che sapranno passare dalla postura di utilizzatore a quella di architetto non si limiteranno a "fare IA". Definiranno le regole del gioco dei loro settori.

È ora che questa scelta si fa. Ed è una scelta imprenditoriale, non tecnologica.